Discussione:
E il Führer disse: Pio XII è un nemico
(troppo vecchio per rispondere)
Paolo
2008-11-05 08:22:18 UTC
Permalink
IL DOCUMENTO Altro che «Papa di Hitler»... Secondo i rapporti nazisti
Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione»

E il Führer disse: Pio XII è un nemico

I nuovi dossier (emersi dagli archivi dei servizi segreti dell'Est)
ridisegnano il ritratto del Pontefice; fu la propaganda sovietica ad
accusarlo di «silenzi» e complicità

Di Gian Maria Vian

Avvenire

30 Marzo 2007

Non erano difensori d'ufficio o, peggio, apologeti travestiti da storici
quanti per anni hanno respinto le interpretazioni di Pio XII rivolte a
rappresentarlo come accondiscendente nei confronti del nazismo, se non
addirittura come «Papa di Hitler». Anzi, proprio nulla di queste costruzioni
resta in piedi. Come le ricerche storiche più fondate e attendibili
sostenevano da tempo, e come ora conferma un dossier al di sopra di ogni
sospetto: documenti inediti del Terzo Reich finiti in mano dei capi (Erich
Mielke e il più famoso Markus Wolf) della Stasi - il servizio segreto della
Germania orientale - ed entrati in possesso del quotidiano la Repubblica,
che li ha anticipati ieri in un ampio articolo del suo inviato a Berlino
Marco Ansaldo. Dai nuovi documenti emerge un Pio XII descritto dagli stessi
nazisti come simpatizzante con il popolo tedesco ma certo non con il loro
regime, come un capo religioso molto attivo nell'aiuto e nel soccorso a
polacchi ed ebrei, e in attesa di «un cambiamento della situazione in
Germania». Un papa, sintetizza il quotidiano, che «le alte sfere» del Reich
«guardavano con diffidenza e perfino con preoccupazione». Comprensibilmente,
se uno dei gesuiti tedeschi della segreteria personale del Pontefice, Robert
Leiber, confidava a un ecclesiastico impiegato in Vaticano - ma che in
realtà era una spia nazista - come «la maggiore speranza della Chiesa» fosse
«che il sistema nazionalsocialista nel prossimo futuro venga annientato da
una guerra», cioè l'imminente conflitto mondiale. La conclusione è
obbligata: «Dalla lettura di questi documenti - scrive Ansaldo - la figura
di Pio XII sembra dunque uscire in maniera nettamente diversa rispetto a
quella tramandata». Ecco allora che il Papa amico dei nazisti - considerati
dal Pontefice, secondo alcuni storici, come un male minore rispetto al
pericolo sovietico - abbandona la scena per lasciare il posto a «un
avversario abile e temuto» del nazismo, «tutto il contrario del ritratto di
un Pacelli timoro so e indeciso arrivato fino a oggi». A questo punto
l'inviato del quotidiano romano si è chiesto come sia stato possibile questo
capovolgimento dei fatti, e da due specialisti - il gesuita Giovanni Sale,
che da anni su La Civiltà Cattolica e in diversi volumi (Jaca Book) sta
pubblicando una documentazione preziosa, e il giornalista tedesco Werner
Kaltefleiter - si è sentito rispondere che il Pacelli filonazista è un
frutto della propaganda comunista. Chi legge l'articolo di Ansaldo - che ha
ricordato le recenti (ma non del tutto convincenti) dichiarazioni in questo
stesso senso di Ian Pacepa, un alto dirigente dei servizi segreti rumeni -
potrebbe pensare che il tempo è
galantuomo, e che grazie a questi documenti la verità viene finalmente a
galla. Le cose sono in realtà un po' diverse. Ogni nuova acquisizione
documentaria è certo importante, ma in questo caso «i dossier segreti di
Hitler che riabilitano Pio XII» - così ha titolato in prima pagina la
Repubblica - non fanno che confermare quanto da molto tempo si sapeva. E
cioè che Pacelli non è mai stato filonazista, nemmeno strumentalmente in
funzione antisovietica. E che questa deformazione è nata dalla propaganda
sovietica, grazie a una leggenda nera le cui origini, poco note, sono state
ripercorse nel 2004 dalla rivista Archivum Historiae Pontificiae.
Innestatasi sulle critiche precoci di ambienti cattolici francesi e polacchi
nei confronti dei «silenzi» di Pio XII (a proposito dell'aggressione
italiana all'Albania e di quella tedesca alla Polonia), l'immagine di un
Papa sostenitore dei regimi fascista e nazista fu lanciata già durante la
guerra da organi di stampa sovietici, soprattutto dal quotidiano Izvestija.
In realtà il Pontefice tra l'autunno del 1939 e la primavera del 1940 aveva
appoggiato, con una decisione senza precedenti, il tentativo, presto
abortito, di alcuni circoli militari tedeschi in contatto con i britannici
di rovesciare il regime hitleriano. E dopo l'attacco tedesco all'Unione
Sovietica il Papa rifiutò di schierarsi con quella che veniva presentata
come una crociata contro il comunismo e, anzi, si adoperò per superare le
opposizioni di molti cattolici statunitensi all'alleanza con i sovietici.
Oppositore del nazismo, dopo la guerra Pio XII fu altrettanto radicalmente
anticomunista, e certo non perché succube degli americani o in quanto
cappellano dell'Occidente, come volevano gli stereotipi diffusi dai
sovietici. Quest'opera di propaganda culminò nel 1963 con la
rappresentazione del dramma Der Stellvertreter («Il vicario») di Rolf
Hochhuth, che riprendeva le tesi di una pubblicazione comunista sul
Vaticano, come notò subito The Tablet. Da allora, per quasi un quarantennio,
la campagna diffamatoria contro Pacelli ha finito per accreditare una
rappresentazione diffusissima del Papa che, prima ancora di essere
strumentale e infamante, è del tutto inventata. E non è un caso che il
dossier presentato su la Repubblica sia rimasto tanti anni in mano ai
servizi segreti della Germania orientale. Basterà tutto questo per liquidare
«il Papa di Hitler»? Si può sperarlo, ma senza contarci troppo.
Pg
2008-11-05 09:42:22 UTC
Permalink
Post by Paolo
IL DOCUMENTO Altro che «Papa di Hitler»... Secondo i rapporti nazisti
Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione»
E il Führer disse: Pio XII è un nemico
I nuovi dossier (emersi dagli archivi dei servizi segreti dell'Est)
ridisegnano il ritratto del Pontefice; fu la propaganda sovietica ad
accusarlo di «silenzi» e complicità
---------------------
mi interessa leggere questo
ma l'articolo penso si riferisca agli ultimi tempi
tanto è vero che Hitler voleva farlo rapire

Ma penso sia altrettanto vero che anni prima
Pacelli nunzio con von Papen agevolò molto l'ascesa di Hitler
e fece titale silenzio in troppe occasioni storiche

Paradigma: Cristo come avrebbe fatto ?
ciao
p
Pg
2008-11-05 09:45:12 UTC
Permalink
Post by Pg
Ma penso sia altrettanto vero che anni prima
Pacelli nunzio con von Papen agevolò molto l'ascesa di Hitler
e fece titale silenzio in troppe occasioni storiche
------------------------
anzi si legge che in un documento abbia scritto
a proposito della invasione in Etiopia:
- è giusta una guerra difensiva espansionistica-
s'intenda per avere anche noi la 4a sponda.
Paolo
2008-11-05 12:51:31 UTC
Permalink
Post by Pg
Post by Pg
Ma penso sia altrettanto vero che anni prima
Pacelli nunzio con von Papen agevolò molto l'ascesa di Hitler
e fece titale silenzio in troppe occasioni storiche
------------------------
anzi si legge che in un documento abbia scritto
- è giusta una guerra difensiva espansionistica-
s'intenda per avere anche noi la 4a sponda.
Caro Pg
abbi cura di discernere le informazioni che circolano, verificando
l'attendibilità dello scrittore nonchè dei fatti riportati.
Infatti su Pio XII è stata fatta per molti anni una campagna discreditatoria
a scopo di pura propaganda politica, non certo per amore verso la verità e
gli ebrei.
pirex
2008-11-05 11:35:14 UTC
Permalink
Post by Paolo
IL DOCUMENTO Altro che «Papa di Hitler»... Secondo i rapporti nazisti
Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione»
E il Führer disse: Pio XII è un nemico
Di fronte ai venti di guerra che scuotevano l'Europa, il Vaticano non prese
posizione a favore di nessuno tra i contendenti: eventi come l'invasione
della Polonia, la caduta della Francia e l'entrata in guerra dell'Italia al
fianco dell'alleato nazista non smossero la diplomazia vaticana da una
posizione di sostanziale neutralità.
Delle pressioni vennero attuate su Mussolini perché moderasse l'impeto di
Hitler, ma anche sulla Polonia perché accettasse le richieste tedesche,
evitando così la guerra. Si sperava in una "nuova Monaco".
All'indomani della caduta della Francia Pio XII sondò le possibilità di una
pace, che tuttavia avrebbe sancito un'egemonia di fatto della Germania sull'Europa.
Il pericolo principale, per la stabilità dell'Europa, per Pio XII, non era
comunque la Germania nazista, ma la Russia sovietica: i negoziati che si
svolsero tra Pio XII e l'opposizione tedesca tra settembre '39 e marzo '40
avevano come fine ultimo, infatti, la costituzione di una coalizione
antisovietica.

Di fronte alla "guerra totale" e ai crimini di guerra compiuti dai nazisti
sin dall'inizio del conflitto, il papa, e con lui la stampa vaticana, non
andarono oltre generiche condanne e atteggiamenti crittografici, mentre fu
condannata con molto vigore l'invasione sovietica della Finlandia.
Una solidarietà generica venne espressa al sovrano del Belgio e nessuna
condanna venne espressa nei confronti del bombardamento tedesco di Coventry.
Sembrava che il Vaticano percepisse la tragedia della guerra come
ineluttabile e non riuscisse ad esprimere niente di più che generici
sentimenti di compassione per chi soffriva a causa della guerra.
Al contempo il Vaticano si candidava a svolgere un ruolo di mediazione tra
le parti in conflitto, cosa che gli impediva di schierarsi a favore di una
delle parti in conflitto.
All'avvento in Croazia del regime filonazista di Ante Pavelic il Vaticano
sembrò guardare con simpatia, assecondando le posizioni della maggioranza
del clero locale e dell'arcivescovo di Zagabria, nonostante le dure
persecuzioni operate dal regime contro serbi ed ebrei.
Di fronte all'incipiente persecuzione su larga scala degli ebrei e all'estensione
delle leggi razziali, il Vaticano non ebbe la forza di assumere una
posizione netta di condanna, neppure in seguito ad esplicite richieste
angloamericane di una condanna della condotta dei nazisti a partire dalla
fine del'42 . Nel messaggio del Natale 1942 Pio XII pronunciò una frase che
alludeva in modo molto crittografico allo sterminio degli ebrei, ma non si
andò oltre.


http://www.filosofia.it/pagine/libri/PioXII.htm
Pg
2008-11-05 12:35:14 UTC
Permalink
Post by pirex
Di fronte ai venti di guerra che scuotevano l'Europa, il Vaticano non
prese posizione a favore di nessuno tra i contendenti: eventi come
l'invasione della Polonia, la caduta della Francia e l'entrata in guerra
dell'Italia al fianco dell'alleato nazista non smossero la diplomazia
vaticana da una ---------------------
un conto è essere neutrali
ed un altro il dovere di parlare chiaro ai credenti
CHGE NE AVEVANO GRAN BISOGNO
Paolo
2008-11-05 13:08:59 UTC
Permalink
Post by pirex
Post by Paolo
IL DOCUMENTO Altro che «Papa di Hitler»... Secondo i rapporti nazisti
Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione»
E il Führer disse: Pio XII è un nemico
Di fronte ai venti di guerra che scuotevano l'Europa, il Vaticano non
prese posizione a favore di nessuno tra i contendenti: eventi come
l'invasione della Polonia, la caduta della Francia e l'entrata in guerra
dell'Italia al fianco dell'alleato nazista non smossero la diplomazia
vaticana da una posizione di sostanziale neutralità.
Delle pressioni vennero attuate su Mussolini perché moderasse l'impeto di
Hitler, ma anche sulla Polonia perché accettasse le richieste tedesche,
evitando così la guerra. Si sperava in una "nuova Monaco".
All'indomani della caduta della Francia Pio XII sondò le possibilità di
una pace, che tuttavia avrebbe sancito un'egemonia di fatto della Germania
sull'Europa. Il pericolo principale, per la stabilità dell'Europa, per Pio
XII, non era comunque la Germania nazista, ma la Russia sovietica: i
negoziati che si svolsero tra Pio XII e l'opposizione tedesca tra
settembre '39 e marzo '40 avevano come fine ultimo, infatti, la
costituzione di una coalizione antisovietica.
Di fronte alla "guerra totale" e ai crimini di guerra compiuti dai nazisti
sin dall'inizio del conflitto, il papa, e con lui la stampa vaticana, non
andarono oltre generiche condanne e atteggiamenti crittografici, mentre fu
condannata con molto vigore l'invasione sovietica della Finlandia.
Una solidarietà generica venne espressa al sovrano del Belgio e nessuna
condanna venne espressa nei confronti del bombardamento tedesco di
Coventry. Sembrava che il Vaticano percepisse la tragedia della guerra
come ineluttabile e non riuscisse ad esprimere niente di più che generici
sentimenti di compassione per chi soffriva a causa della guerra.
Al contempo il Vaticano si candidava a svolgere un ruolo di mediazione tra
le parti in conflitto, cosa che gli impediva di schierarsi a favore di una
delle parti in conflitto.
All'avvento in Croazia del regime filonazista di Ante Pavelic il Vaticano
sembrò guardare con simpatia, assecondando le posizioni della maggioranza
del clero locale e dell'arcivescovo di Zagabria, nonostante le dure
persecuzioni operate dal regime contro serbi ed ebrei.
Di fronte all'incipiente persecuzione su larga scala degli ebrei e
all'estensione delle leggi razziali, il Vaticano non ebbe la forza di
assumere una posizione netta di condanna, neppure in seguito ad esplicite
richieste angloamericane di una condanna della condotta dei nazisti a
partire dalla fine del'42 . Nel messaggio del Natale 1942 Pio XII
pronunciò una frase che alludeva in modo molto crittografico allo
sterminio degli ebrei, ma non si andò oltre.
Invece di chiederci dove era il Vaticano agli albori del Nazismo,
chiediamoci soprattutto dove erano gli altri stati con i loro eserciti e le
loro risorse (URSS compresa).
Infine chiediamoci e informiamoci su quale è stata la presa di posizione
della Chiesa verso il Comunismo e i suoi crimini, dopodichè verifichiamo se
è stata differente da quella verso il Nazismo.
pirex
2008-11-05 14:06:07 UTC
Permalink
Post by pirex
Post by Paolo
IL DOCUMENTO Altro che «Papa di Hitler»... Secondo i rapporti nazisti
Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione»
E il Führer disse: Pio XII è un nemico
Di fronte ai venti di guerra che scuotevano l'Europa, il Vaticano non
prese posizione a favore di nessuno tra i contendenti: eventi come
l'invasione della Polonia, la caduta della Francia e l'entrata in guerra
dell'Italia al fianco dell'alleato nazista non smossero la diplomazia
vaticana da una posizione di sostanziale neutralità.
Delle pressioni vennero attuate su Mussolini perché moderasse l'impeto di
Hitler, ma anche sulla Polonia perché accettasse le richieste tedesche,
evitando così la guerra. Si sperava in una "nuova Monaco".
All'indomani della caduta della Francia Pio XII sondò le possibilità di
una pace, che tuttavia avrebbe sancito un'egemonia di fatto della Germania
sull'Europa. Il pericolo principale, per la stabilità dell'Europa, per Pio
XII, non era comunque la Germania nazista, ma la Russia sovietica: i
negoziati che si svolsero tra Pio XII e l'opposizione tedesca tra
settembre '39 e marzo '40 avevano come fine ultimo, infatti, la
costituzione di una coalizione antisovietica.
Di fronte alla "guerra totale" e ai crimini di guerra compiuti dai nazisti
sin dall'inizio del conflitto, il papa, e con lui la stampa vaticana, non
andarono oltre generiche condanne e atteggiamenti crittografici, mentre fu
condannata con molto vigore l'invasione sovietica della Finlandia.
Una solidarietà generica venne espressa al sovrano del Belgio e nessuna
condanna venne espressa nei confronti del bombardamento tedesco di
Coventry. Sembrava che il Vaticano percepisse la tragedia della guerra
come ineluttabile e non riuscisse ad esprimere niente di più che generici
sentimenti di compassione per chi soffriva a causa della guerra.
Al contempo il Vaticano si candidava a svolgere un ruolo di mediazione tra
le parti in conflitto, cosa che gli impediva di schierarsi a favore di una
delle parti in conflitto.
All'avvento in Croazia del regime filonazista di Ante Pavelic il Vaticano
sembrò guardare con simpatia, assecondando le posizioni della maggioranza
del clero locale e dell'arcivescovo di Zagabria, nonostante le dure
persecuzioni operate dal regime contro serbi ed ebrei.
Di fronte all'incipiente persecuzione su larga scala degli ebrei e
all'estensione delle leggi razziali, il Vaticano non ebbe la forza di
assumere una posizione netta di condanna, neppure in seguito ad esplicite
richieste angloamericane di una condanna della condotta dei nazisti a
partire dalla fine del'42 . Nel messaggio del Natale 1942 Pio XII
pronunciò una frase che alludeva in modo molto crittografico allo
sterminio degli ebrei, ma non si andò oltre.
Invece di chiederci dove era il Vaticano...
E perché non dovremmo chiedercelo?
Perché non sai cosa dire?
Troppo comodo.
Paolo
2008-11-05 14:36:55 UTC
Permalink
Post by pirex
Post by pirex
Post by Paolo
IL DOCUMENTO Altro che «Papa di Hitler»... Secondo i rapporti nazisti
Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione»
E il Führer disse: Pio XII è un nemico
Di fronte ai venti di guerra che scuotevano l'Europa, il Vaticano non
prese posizione a favore di nessuno tra i contendenti: eventi come
l'invasione della Polonia, la caduta della Francia e l'entrata in guerra
dell'Italia al fianco dell'alleato nazista non smossero la diplomazia
vaticana da una posizione di sostanziale neutralità.
Delle pressioni vennero attuate su Mussolini perché moderasse l'impeto di
Hitler, ma anche sulla Polonia perché accettasse le richieste tedesche,
evitando così la guerra. Si sperava in una "nuova Monaco".
All'indomani della caduta della Francia Pio XII sondò le possibilità di
una pace, che tuttavia avrebbe sancito un'egemonia di fatto della Germania
sull'Europa. Il pericolo principale, per la stabilità dell'Europa, per Pio
XII, non era comunque la Germania nazista, ma la Russia sovietica: i
negoziati che si svolsero tra Pio XII e l'opposizione tedesca tra
settembre '39 e marzo '40 avevano come fine ultimo, infatti, la
costituzione di una coalizione antisovietica.
Di fronte alla "guerra totale" e ai crimini di guerra compiuti dai nazisti
sin dall'inizio del conflitto, il papa, e con lui la stampa vaticana, non
andarono oltre generiche condanne e atteggiamenti crittografici, mentre fu
condannata con molto vigore l'invasione sovietica della Finlandia.
Una solidarietà generica venne espressa al sovrano del Belgio e nessuna
condanna venne espressa nei confronti del bombardamento tedesco di
Coventry. Sembrava che il Vaticano percepisse la tragedia della guerra
come ineluttabile e non riuscisse ad esprimere niente di più che generici
sentimenti di compassione per chi soffriva a causa della guerra.
Al contempo il Vaticano si candidava a svolgere un ruolo di mediazione tra
le parti in conflitto, cosa che gli impediva di schierarsi a favore di una
delle parti in conflitto.
All'avvento in Croazia del regime filonazista di Ante Pavelic il Vaticano
sembrò guardare con simpatia, assecondando le posizioni della maggioranza
del clero locale e dell'arcivescovo di Zagabria, nonostante le dure
persecuzioni operate dal regime contro serbi ed ebrei.
Di fronte all'incipiente persecuzione su larga scala degli ebrei e
all'estensione delle leggi razziali, il Vaticano non ebbe la forza di
assumere una posizione netta di condanna, neppure in seguito ad esplicite
richieste angloamericane di una condanna della condotta dei nazisti a
partire dalla fine del'42 . Nel messaggio del Natale 1942 Pio XII
pronunciò una frase che alludeva in modo molto crittografico allo
sterminio degli ebrei, ma non si andò oltre.
Invece di chiederci dove era il Vaticano...
E perché non dovremmo chiedercelo?
Perché non sai cosa dire?
Troppo comodo.
Nu nu... a quella domanda ci sono esaudienti risposte. Dopodichè perchè
fermarsi lì? Perchè quello che vuoi tu è questo e null'altro.
In verità troppo comodo è non analizzare a pieno la questione e fermarsi lì,
dove conviene, non togliendo tutti i coperchi.
pirex
2008-11-05 15:23:00 UTC
Permalink
Post by Paolo
Post by pirex
Invece di chiederci dove era il Vaticano...
E perché non dovremmo chiedercelo?
Perché non sai cosa dire?
Troppo comodo.
Nu nu... a quella domanda ci sono esaudienti risposte.
E quali sarebbero, di grazia?
Jee
2008-11-05 13:38:44 UTC
Permalink
Post by Paolo
IL DOCUMENTO Altro che «Papa di Hitler»... Secondo i rapporti nazisti
Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione»
E il Führer disse: Pio XII è un nemico
I nuovi dossier (emersi dagli archivi dei servizi segreti dell'Est)
ridisegnano il ritratto del Pontefice; fu la propaganda sovietica ad
accusarlo di «silenzi» e complicità
Di Gian Maria Vian
Avvenire
30 Marzo 2007
SPUDORATI BACIAPILE!!!!!!!!!
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inlavorazione/visualizza_new.html_790913848.html

» 2008-10-18 14:37
Pio XII nell'ottobre '43: tedeschi corretti con Vaticano
di Paolo Cucchiarelli

ROMA - C'è un nuovo tassello da inserire nel cangiante e spesso
contraddittorio mosaico del rapporto tra Pio XII e gli ebrei nell'autunno
del 1943, quando le Ss di Herbert Kappler arrestarono poco più di mille
romani nel ghetto e nei quartieri della "città aperta" e li spedirono ad
Auschwitz.

Si tratta di documenti che arrivano dagli archivi inglesi e americani,
visto che quelli vaticani sono tuttora inaccessibili. Uno di questi illustra
l'incontro avvenuto due giorni dopo la retata nel ghetto, il 18 ottobre '43,
tra il Papa e l'inviato straordinario della Gran Bretagna presso la Santa
Sede: in quella occasione Pio XII tace sulla retata e il diplomatico gli
chiede di interpretare con maggior determinazione il suo ruolo. In quel
contesto Pacelli afferma che i tedeschi si sono comportati "correttamente"
con il Vaticano.

In quelle ore il treno con gli ebrei romani sta per partire verso
Auschwitz. Due mesi dopo la deportazione degli ebrei romani il Papa, il 13
dicembre del '43, conversando con l'ambasciatore tedesco Ernest von
Weiszaecker, che aveva cercato di opporsi alla deportazione, aveva
illustrato la sua posizione sugli sviluppi della guerra. Il diplomatico
aveva riassunto il tutto in un rapporto che è stato rintracciato durante
alcune ricerche dagli studiosi Mario J. Cereghino e Giuseppe Casarrubea che
le pubblicheranno in un prossimo volume.

"Il Papa si augura - afferma il rapporto fatto avere ai servizi
americani da Fritz Kolpe, la più importante 'talpa' che gli Usa avevano all'
interno del ministero degli Esteri tedesco - che i nazisti mantengano le
posizioni militari sul fronte russo e spera che la pace arrivi il prima
possibile. In caso contrario, il comunismo sarà l'unico vincitore in grado
di emergere dalla devastazione bellica. Egli sogna l'unione delle antiche
Nazioni civilizzate dell'Occidente per isolare il bolscevismo ad Oriente.
Così come fece Papa Innocenzo XI, che unificò il continente (l'Europa)
contro i musulmani e liberò Budapest e Vienna".

Proveniente dagli archivi inglesi è invece il resoconto dell'incontro
del 18 ottobre del '43 tra l'inviato straordinario inglese Sir D'Arcy
Osborne e il Papa. Da due giorni gli ebrei romani sono stati prelevati dalle
loro case; lo stesso giorno, alle 14, partiranno dalla stazione Tiburtina
verso il campo di concentramento. Nulla il Papa dice di quanto è avvenuto in
quelle ore. Pio XII parla della difficile situazione alimentare a Roma che
potrebbe portare a tumulti e della sua volontà di non abbandonare la città a
meno di non essere "rimosso con la forza".

L'ambasciatore è colpito dall'atteggiamento del Papa che gli dice di
non avere elementi per lamentarsi del generale Von Stahel, comandante della
piazza militare di Roma, e degli uomini della polizia tedesca "che finora
hanno rispettato la neutralità" della Santa Sede. "Io ho replicato - scrive
il diplomatico nel rapporto indirizzato al ministro degli Esteri Eden - di
aver capito che quando il Vaticano parlava di preservare 'Roma citta'
apertà, si riferisse alle operazioni militari. A parte il fatto che la
denominazione 'Citta' apertà è una farsa, l'Urbe è alla mercé dei tedeschi
che sistematicamente la privano di tutti i rifornimenti e della manodopera,
che arrestano ufficiali italiani, giovani e carabinieri e che applicano
metodi spietati nella persecuzione degli ebrei. (...)".

Il diplomatico cerca di far uscire Pio XII dal suo atteggiamento. "Io
ho affermato che Egli dovrebbe fare tutto il possibile per salvaguardare lo
Stato della Città del Vaticano e i suoi diritti alla neutralità. Egli ha
replicato che in tal senso e fino a questo momento, i tedeschi si sono
comportati correttamente", aggiunge nuovamente il diplomatico. Una
affermazione fatta mentre la città è ancora sotto choc per la retata
arrivata dopo il ricatto dei 50, inutili, kg di oro chiesti agli ebrei per
evitare la deportazione. "A mio parere - scrive ancora il rappresentante
inglese - molta gente ritiene che Egli sottostimi la Sua autorità morale e
il rispetto riluttante di cui Egli è oggetto da parte dei nazisti, dal
momento che la popolazione tedesca è cattolica. Ho aggiunto di essere
incline a condividere questa opinione e l'ho esortato a tenerlo bene in
mente nel corso dei futuri avvenimenti, nel caso emergesse una situazione in
cui fosse necessario applicare una linea forte".

"Mettendo a raffronto i due documenti - commentano gli studiosi -
risulta chiaro che Pacelli si sente a suo agio con l'ambasciatore tedesco.
Con il rappresentante inglese assume un atteggiamento freddo, facendo leva
su un giudizio del tutto formale tanto da suscitare la inusitata reazione
del diplomatico". I due studiosi, già autori di un volume sulla guerra al
comunismo in Italia tra il '43 e il '46, "Tango connection", sottolineano la
difficoltà di raccogliere in Italia elementi documentali sulla questione
ebrei-Vaticano: "Tuttavia migliaia di documenti sulla situazione della Santa
Sede negli anni della seconda guerra mondiale sono da tempo disponibili
negli Archivi di College Park negli Stati Uniti e di Kew Gardens in Gran
Bretagna. Sono carte provenienti dai fondi dei servizi segreti
angloamericani, del Dipartimento di Stato Usa e del Foreign Office
britannico", spiegano. "Il nostro archivio ww.casarrubea.wordpress.com),
conserva rapporti dei Servizi Usa sulle pesanti ingerenze esercitate dalla
Santa Sede e in particolare da Pio XII e da Montini, il futuro Paolo VI,
nella formazione del primo governo De Gasperi".


begin 666 4e4d9948fb773bb52045a925601f6ed4.jpg
M_]C_X `02D9)1@`!`0$`2P!+``#__@`$' '_VP!#``H'!P@'!@H(" @+"@H+
M#***@0#@T-#AT5%A$8(Q\E)"(?(B$F*S<O)BDT*2$B,$$Q-#D[/CX^)2Y$24,\
M2#<]/CO_P `+" "L`'\!`1$`_\0`' ```@,!`0$!````````````!08#! <"
M`0`(_\0`0! ``@$#`P(#!@0"" 4%`0```0(#``01!1(A!C$305$'%")A<9$R
M@:'!([$5%B1"4F)RT24S8X*B%X/"X?#Q_]H`" $!```_`$%KI\XWM]Z*ZA<L
MFDV*!SDJ6[^IH0UVX'+MGZU+[P[:>&#,27(SFJ1NI<C#G[UU'<R%L%SP?6KT
M;2R!<,1SZUQ(DAF*KN)'IFN9G<)^/M\ZIB=Q)^(_>B4%V3$I&<J:\N[K<=Y/
M)XJEXY9OQ8_.I+"3<XW-P.<U+<2.KDY./G582MNSN_6N,_%1?6V98+.+@*D(
MP*!N3ZU/&Y&G@'MXA\ZJ,:DM_P`0SQ6A= =,)KTYGN5W6D# ,N<>(?3Z?[UJ
MT5A;:>@***@A@0>4:!1^G>@?4O26E]16CF6)***@OP3Q* X/\`\OH?TK!]2LIM
M+U26RN,;XFP2O9AY$?6I;=PK%/7D5[=#G]0,U1+8:K%@^#GYU+<R?&2>_G5<
M-DU(JYE5?***@43Z@XN44$_#&!^E!34Z$G3P/^H?.JS"I(?Q"MD]G%^EMHAMLA
M1L64DGS;.<^GX:-2]1:7+<FWCO1)/YJ,\5'8]0V$]Z+6&9_&)/PNI .._-95
M[2[:.+JC?$H4R(=X!\PV/Y$4MAV#@GS J6=MP]>.#5-L[^WK4UFY5>/6O9F+
M,23FHAWSFKT43FZC&W/***@5=ZAR+\J2#M&./*@Q\ZLPX]P/KO-53S7<1^(5J7
M25C!==.O(Q:'Q;<0LZ# ?#'O\QZ\?BJUT[H=A9:N)Y)***@N$F8?$<8!^=6V
MT2TBUM[J'***@YP2'SMP>.U)GM2N(?Z1M;.%5#KOFD([DM@#/V-)+9,"/CU!KU
MF)4?M46"7.?\)KNW.(QQY\UTQR34?(;***@4C'Q;S^=#=8<S7\CGS-#6
M0\\U-'Q:#_4:KGL:DA3+"M%Z!M=3$,TY7;I0#>(TG 9\8 7U/;./2B.L2V<B
M&!+6V*!@PD>7:Q;U`P3P*,Z7*3#&KQ1A`N0T;9'Y\"DOK'HNYG6]ZAL=074(
ME^.:,C^(B_+'! 'Z"D5%#VCC_"0:X !7M7++MSCS6NHP!'&?4G/WKD\UR1EJ
M/B9Y;]%!R"PR?6JE^P:<]_SJD3S4D0S:#_6?Y"F/H?2C<:BVH'"BTP4+#(W]
M\X\\#/W%4]5L99^K=2MK2W+,+ER$C'"CO] .:VK0(+"ZT.RL!\$NF"-9H%<$
MQR!<X;'!!SFH;SI6`3.UNXB5SD[HPQ'R![BKMII<,.WQ)#*8^X "J?KZT(BT
MZ+I;IG4GBB9Y'$SJF[.<YVJ,]ACG[UA4"E2T3':2N/J14!)4_0U]XF^0<^52
M*1X,7EW_`)UPS'-<;L-1^P"MJ" XX.>:IWQS.WI50\'Y58A&;$_*4_RK2.BK
M`V.@!HSB[N=[R^,OPVZ [<X]3M\ZDZM.K:0\,UC=RWJ3LTDZ2PQB,JJY(R,9
M)YX\_P`J@;JJ?ISJ35;***@FN87EC9@"=\60,^6,?SIMZ7ZQ/4]P\":>\:
MQ)NED,@*KGL/GG]JCZAZZTGIZY:U6-KFX W,L3* I]&)[&D>?J:ZZJURS%Q&
M(8F\>!(HV)7#1>?J<GO]JL].:59R](V4)MTF2=-\A(R5;^\<^7;'EBDVZT)8
MS>PF0+<6=Y'"QS\#I(#L;Y'.,X]:`XQ*1V()4CT-6#GP(.V-I_F:A;ZUR.^*
M8+48N\@<JI-#;IB93^U0JI)XYJ[8/B2&`IG?<(<_+(%;=+9PQV5V$/&2F /)
M>!2SJ4MVMLMQ<;***@TTR3@D?BX^$8I3Z@,L\DMP01'-8V<YQPN<;>!Y#N.:?_
M`&20^'T]>7#=I;K'Y*H_WK*-5N#<ZI=3]C+,[''S8T1Z69FU;3DV%O\`B"\[
M=Q'\,\?_`+TIQZ&\&XZ61"662WFE1CD@;=Q//W\^:6];L5L7UXK.[I=0VTY8
MD9!\7! /GVX`_:DO49MNL7>***@H)Y`H*]QN-2,5:WAVG.`1^M1D9KP#!H_:_"
MTY [(:&7'+D8KGP9%4'81GD9XS3UT!T-+K5Q'JVHQE=/A;,:D\W##L!_E![G
MS[4W?TG'!8W)GR(PS$***@CGS^=5M;0GIJ^MPOC7$T9"QJ,EACMCR[^?I2-JU
MA=0Z9ILTRA2^DE) 00V48'G/<X(^E:+[*Y _1C @86ZD!^?"UC%^^+R;#A@)
M&QCMC)H[T?>>Y7HN67='%/O*Y #'PVP,D'OS^>*;6U86#SB"`Q8+R2PK;\)@
M98LR$\X(]<Y[^@_5FT^ZTJ_::XA>***@B$:*<XC63(()[=\]\$XK+KIMUW,P[
M&1C^IJ:TD;F/UY'***@CRKQ>]'++"Q3L3P!CFAK-_$SC//&:TSV==(_TI;-J
MVLHTUH3_`&>&3&V0CNQ'H.P]:TU1%&BPQJJ(@ 5%& H'; \J5-4T2WO^I(YY
M)&EAD(*6X'P"0?B=O4#C`\R:7=9CNA)=ZC*]LJ)+(QAD+2$1CL?0-D$]O/Y4
MMZM<S:A9Q'Q_'0*VU@?@3^&Y*+GOQM.?/YT\>R]@G04\JKD^\2GZX45BTKAY
M"0"NX^9\Z-]-WONJIXA00R7:K+XF=I C?O@=^<***@4^=.32VZWDOA3O&TB "
M6?=V0'*DCD'=QGGO2M=W<2V0%S*ICFN9'Q#$1\6XY5F['"J.V.<***@G+?$>YY
M-36TSV\\<T1VR1L'4^A!R*:KWINZGT?^L5F(IK.8F1XHL[H,L000>X!XR*7A
MP:+PL5MI\ '+#O4^B:0=7OK&TSM]XO5B=AW"D9/Z`U^@U\&***@6V@0+'"@1$7
MR ' H1=W[*S8;@?BQW'SH3-J3VEM)=ERJ+@*.X=CP!CZ_O2M),;O3W74K[%U
M*N)X`X(+.3P`!D@\8 I:OTOV>RM[B)I7\6/,ZM\.[!0C:. .V./7UK1/9@`O
ML_E'XOX\_&/D*Q.4LS L<Y[8.<4R=)BTGGMK:]AB>*:\R3(,#*QGS_[L_4"F
M2_N+R+4IHK:^$4<,@B<)'S(CC<JXY DS\.5]>U+/5-O/#)F0>"7C!-NIR%)S
MCR'DS?G2LT3#R->!2/(_:M$]FU_%/97^BW<QB4(98FWE2H. P!!^AJ1/9NMQ
M:L\%[*\V\XS&NW'S.1SSZTO )';LBY;+<D>M'O9DPDZSMHBJX >0`^1"GGZ\
MUI4^I*+9[ICE2[8`/.<X'Z"A$=PM[,#$Y8M_=SS0+K3J&WTF^LM(:!F15-S<
M?#NR,$*N,\^9//I2Z\UK(VHR08W6$1>V)4R$K(@W+NW>7..>.>]?:UK%L=#T
MZULH0LT<,,FZ)AM4N?B!P<EMR@\CBG/HC4;/2>FIK&\NHHI);J9XUSD[6.!G
MT['BEZ#H7I[4$"QZRD-QC'\"3>K'UPW(/YU8F]FES;Z9X%G<P7OQR2$2+L8D
MQ[0`>1WYJS:=):U<P)RL0]]62?>VP$*B@ `<X!';@G%'ST#HLHWZDUS?S$ &
M2238,_)5[>?KWI;ZF]G36UHUSH;/*$&6MF&6(_RGS^AK,KC<">,$'!\J,]+]
M4OTNT\R6,=S)<*%S(Y7:H.?3S/\`*F#_`-6K\OD:; ,_]9J7U95@"GSR<U-T
MOK2Z#U):ZBR[HT8I(/\`*PVD_EG/Y5H6JWBV4,<4]Q%#;L[/&[G"R[N00WK0
MN3J/1]+4W;:A%+*HS'% ^]R?3X> /F:3=:U6;J?5+6[E4+*]JR2 L% (W>9^
M6*YMV\&)T!6..:,I(L)SNCSDC@]\DX\^]7-5L%.F7LRO;)*D22/LR"WQC;V
M!^1-,=GJE]<6MP]KJ&H#W(A+@S6RNB-CD97!`XKW3=8W3AC/:3EN#LM<$CYF
MFB"^: Y(PH\@:]M^H&_K);6H.8;CX''SQP?_`-ZTS$5#+N0;T&X#NO\`M25U
MIT3!K]L=2TB.-;Y>65<`3CS!_P`W\^QK-M-Z6U;7/&***@5FMFVR+(X0K\L'Z
M&JFM=/:GT^8OZ2A2+***@616)QW[?6K\TH-JJY. #G H4S =NU,***@ZW!>::W
M3VKL&MW.;>1V_P"6W^'Y`^1\J$:OT[=:9*VP,\8^7(_WKY83%=Z>K<*[;?N,
M58MIYI+@V&G^[LD/P&6X)P?+`] <?_=3K>076A:S&Z&*[CA"M'G(P'!./H1^
MM-WLWLK:_O\`6;"[,@DC\*5"LA0C*X;M^5*W4E]K6D7GN,EVZE6D##:.=LC
M'[ 57M]5U.?3F?WIS(%F?<<9VH%X^Y-/>FZ,)-0T?5;-W\%_#F8[\C'!/[BG
M]G!W$>M5)9MN2#BA$NI1V.H^(KHL<G,R,P'/J/GZU%=:AH_C1II=Q:+>WMR@
M?P=I>0#EB<?Y<\FLX]JMQNUVSM I46]L3R><LQY_2J$D7]D(W D8H+(,>5<$
M'':C.AZY<***@V5SFYM0C$(Q^)/])\OIVHWU)I_NFD6FJQ#"+-$V,=@PXI;M(U
***@5DP"IQCDGM4MF)+:74D1G"S63MV.6'G^];#TAIVE)8Z?J\,2)J/NB
MI<NC$%^!D,/,\"A_5'L_7JC5VO8=26W /Q*8]^<\Y!S2MK/3:=-3KI:SBYWV
M%W,)7&PC(48\\8VYSYYQ1_2KW4-!TN$>[PF%D+!92<QG;DC(_NY'Y5?Z4ZJN
M^H)8XIK:.$S6OO",K$Y&\H1SZ<<_.E#J+VEWGBW=CI]LD!21XA<,Q9N"1D#L
M#]ZSYY6=RSL78G)+'))IP]E\`N.KE8KD16\C<<<G`_>A_M#N#<=;WV>/""1X
M],*/]Z]FSX+Y). .U!)2=V,FN,G&*LZ4,WZJ>S*P_2M(***@VK^R.2Y*_Q(X>?
MF8VP3]A2-;K&9IY"`?$56.Y22. >"._>O=V]W4!B/<***@03CY\***@2;I>Q
M:5 9#&-S>><>M&H+?PWG`8[2P(^PK,.JIPVLZC&9'DDATVXY<E@%8KA<>78X
M^9IBL[BW?08(KH+.5B$,***@P[>>1Z>5"NA'A7J*QV;5!***@7' ^@':L
MZZEM6L^I-3MV&#'=R?8L2/T-"#G-:%[)H=VIZC,4#[+=0H)[DMG]J4^J)S<]
M5ZI-G.ZY?D?+C]J)S#^RR$$<\ YH)*/B.:X7&>:LZ81_2<7H3C]*V/1=+:+V
M7I"R$-<VTTA'^K=C],5D-M$^(9P<;H%7*Y^AS]J(B%YIY]@7PUM)`"_K@?K6
MO=!S^\]*P2')/F3\P#^]&7N L%S)GB/.?R%9?IUU:W>JZK=-*98KU?=B%!RI
M4$D<>1 )!JU%=^&Z6UO/$5=/>%7;P4)_%@$\?YL_E4FCQ0674O3Z6KJR1B>.
M=]PX,G(!([DD]N]+7M2TJ2RZL>]V$0WR*ZMY%@`&'UX!_.D9^]:/[*EVVNJ3
M[ 3N102<`8!/[UGU_)XNIW4G^.9S_P"1K5];UG2]3W-_5S3A*QY<AB?_`!*\
MTHW6D17,A=;58\]A"& ^W-46Z;O&<F*"X*GL!&6/\JEMNF=4AE6?W.Y&TY^*
M+ K3Y.L(!I\5K'ITL"QQB+;+(@PH&!YUD<K&"XGBP L3L47'<9XP?H:***@F,:
MM&)(P6#)(<X_[?KW'-:9T+JTG]56".L8MF,8A$>5!!X.[OSQ4MQKXM^F[^5W
***@E 8SN+MP`N>,4DV5U'H,$<8U'8+F*0!7M=Z$,0I/***@23M'!J1+IIG]S7
MPC =ULDY=7E+`;BQ/.5VG;@9XR/*NKF:2^***@U&U:SS9RQRGW69F(< G)W =P
MOF<\4V^U.V]^Z0,\;+B":.8<=U/P\'_N%8J8?BY<#]:8^F^K$Z=TRZLQ9^\-
M</NWE]NWC%+\/NZREY8VF!S\.XKS^5.\***@_'ODJCL,/FA\^I:HV2+R<GRQ
M*:HOJU^3B=KE_P#W#437LTX&]F"#^Z6)JG/*7D&,*,<XH_HVG0WVD7DJ;XY(
MBN&5L$=^?K0:99=/V['0R9(;X<\YSR#WIPT/4?=-'OX%V*96VX5MN"0.<?>K
MNJ->ZKIME:VLKIMN!EVD)VX&=PSR2.,#N>U ***@CU.\MG0"*W4O$DLK9>0CD@
MIQM)8DY./SHHMDDFDI;BV0PA-D7\`EV(*G VYQR3D_/O0^PA]***@NK80B6664
MNB,#X-P$SE4/!)P<X[Y!'%:%>1+K/LS7<^?'T[(***@N1^JUAT%E=W97P+:6
M3/;:IQ1&TZ2U.Z8`^!#DX_BRC/V&:*0]$0Q@&YU-B>Q6&#M^;$5"P4#)?'ZU
M!OD+$1'=CTKD^.6VL0#]\5$]JQPRD'U\JIRKM?!\J;.C)8A8:DCJ[$A<;(]V
M.&^WUH=J:Q0W,Z3*-S(']6.>!@^7'G1/2P8M'O#)!\:1K++NY8KP!^> ,U:M
M+J34=,NC!<&RCMI0\]PP4^& !GC/R'/SH3J-Z8]:62UB*RS6R-((HP&G9U!(
M8<CG`.!VYHA=ZG:G2X)$$;LVUD46X^'@!BHQQM88.?.OM#FN9K4W\-N+V]$S
MX!FVX48+-&N,*V"!@=@.*T7I(QR=-)!%(98(IYHE9EP2N]L<?G24Z/:R&(!4
M6.0*%VYY) X\A]JCEDF&]3+*_( `. #DCR_*J]S+''!*HD=22!XBC#'S^W-7
M$Z9TO:?$NI^#C=***@_I7IT'0U/,D^Y?/?C'V%?/I>@Q/_`,***@93Q56XMM
M(&8H;4MN7<&,C9(^F:H&*QM[F-ELE^/.,\@G'SJZNJRFT#6L4<2L,$ 8_P#[
M2U?_`/%-;PLL<02-(V9LX8^8X!^?VH]'/!;PW<46?[249U!X7+,<9/'(4'\Z
MKZ7''[@***@FS74%+)*3)XJ-&W))Y(P?VQD5/;W5Y=2VUK!<6\13 <W,JNK#.-
MJ*1^$$8X.<>N*EFTV:QM&ELDC<M%NBBO'!CBC=LD*"<."03N;R^=3:8K7=Y;
M/:J8FB!998HEC$,K@ N0"0XQC'ZTV]$WT5KIFLO/>>\QVUVTCS*#SE1G@\]Q
M2K=ZK9&]G/O"I#N<AF('S''?S%!I^I850(8W<CNT8_%]Z$3]***@JL(`/8EC
***@_M3MHL\MU:7KS.7*RE1GR `KS>WNLLF>0A;\\C_>EZYO)4UJ4C![+@YQC%
M4Y=0G#JR[5V(5&!Y'->Q7L]VRF0@% 64J,8.#0^2>>5#&\\A0\E=W'VJUIX4
MR1KM`)E4!AP5^E->HVL%A?7]G'&KPVRPK&)!N_NELGU.2:)PZ9IUY;RO/86[
MF&,[,IVXS4MSTKHC2(&L(^"JC&5P.?3%1W/2NE7MI(\L<O\`9CX48$S8VCL,
M9JM;Z!9PQ%HGN8U=!O19V ;&!SSG]:,V%L+6'J2U6662)K L!(V2O#]CW^^:
BR1@&49 ***@EN%0D@'TIF&A6$P5I8RS8Y;."?M7__V0``
`
end
Karman
2008-11-18 13:15:56 UTC
Permalink
Post by Paolo
IL DOCUMENTO Altro che «Papa di Hitler»... Secondo i rapporti nazisti
Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione»
E il Führer disse: Pio XII è un nemico
I nuovi dossier (emersi dagli archivi dei servizi segreti dell'Est)
ridisegnano il ritratto del Pontefice; fu la propaganda sovietica ad
accusarlo di «silenzi» e complicità
Di Gian Maria Vian
Avvenire
30 Marzo 2007
Non erano difensori d'ufficio o, peggio, apologeti travestiti da storici
quanti per anni hanno respinto le interpretazioni di Pio XII rivolte a
rappresentarlo come accondiscendente nei confronti del nazismo, se non
addirittura come «Papa di Hitler». Anzi, proprio nulla di queste costruzioni
resta in piedi. Come le ricerche storiche più fondate e attendibili
sostenevano da tempo, e come ora conferma un dossier al di sopra di ogni
sospetto: documenti inediti del Terzo Reich finiti in mano dei capi (Erich
Mielke e il più famoso Markus Wolf) della Stasi - il servizio segreto della
Germania orientale - ed entrati in possesso del quotidiano la Repubblica,
che li ha anticipati ieri in un ampio articolo del suo inviato a Berlino
Marco Ansaldo. Dai nuovi documenti emerge un Pio XII descritto dagli stessi
nazisti come simpatizzante con il popolo tedesco ma certo non con il loro
regime, come un capo religioso molto attivo nell'aiuto e nel soccorso a
polacchi ed ebrei, e in attesa di «un cambiamento della situazione in
Germania». Un papa, sintetizza il quotidiano, che «le alte sfere» del Reich
«guardavano con diffidenza e perfino con preoccupazione».
Comprensibilmente,
se uno dei gesuiti tedeschi della segreteria personale del Pontefice, Robert
Leiber, confidava a un ecclesiastico impiegato in Vaticano - ma che in
realtà era una spia nazista - come «la maggiore speranza della Chiesa» fosse
«che il sistema nazionalsocialista nel prossimo futuro venga annientato da
una guerra», cioè l'imminente conflitto mondiale. La conclusione è
obbligata: «Dalla lettura di questi documenti - scrive Ansaldo - la figura
di Pio XII sembra dunque uscire in maniera nettamente diversa rispetto a
quella tramandata». Ecco allora che il Papa amico dei nazisti - considerati
dal Pontefice, secondo alcuni storici, come un male minore rispetto al
pericolo sovietico - abbandona la scena per lasciare il posto a «un
avversario abile e temuto» del nazismo, «tutto il contrario del ritratto di
un Pacelli timoro so e indeciso arrivato fino a oggi». A questo punto
l'inviato del quotidiano romano si è chiesto come sia stato possibile questo
capovolgimento dei fatti, e da due specialisti - il gesuita Giovanni Sale,
che da anni su La Civiltà Cattolica e in diversi volumi (Jaca Book) sta
pubblicando una documentazione preziosa, e il giornalista tedesco Werner
Kaltefleiter - si è sentito rispondere che il Pacelli filonazista è un
frutto della propaganda comunista. Chi legge l'articolo di Ansaldo - che ha
ricordato le recenti (ma non del tutto convincenti) dichiarazioni in questo
stesso senso di Ian Pacepa, un alto dirigente dei servizi segreti rumeni -
potrebbe pensare che il tempo è
galantuomo, e che grazie a questi documenti la verità viene finalmente a
galla. Le cose sono in realtà un po' diverse. Ogni nuova acquisizione
documentaria è certo importante, ma in questo caso «i dossier segreti di
Hitler che riabilitano Pio XII» - così ha titolato in prima pagina la
Repubblica - non fanno che confermare quanto da molto tempo si sapeva. E
cioè che Pacelli non è mai stato filonazista, nemmeno strumentalmente in
funzione antisovietica. E che questa deformazione è nata dalla propaganda
sovietica, grazie a una leggenda nera le cui origini, poco note, sono state
ripercorse nel 2004 dalla rivista Archivum Historiae Pontificiae.
Innestatasi sulle critiche precoci di ambienti cattolici francesi e polacchi
nei confronti dei «silenzi» di Pio XII (a proposito dell'aggressione
italiana all'Albania e di quella tedesca alla Polonia), l'immagine di un
Papa sostenitore dei regimi fascista e nazista fu lanciata già durante la
guerra da organi di stampa sovietici, soprattutto dal quotidiano Izvestija.
In realtà il Pontefice tra l'autunno del 1939 e la primavera del 1940 aveva
appoggiato, con una decisione senza precedenti, il tentativo, presto
abortito, di alcuni circoli militari tedeschi in contatto con i britannici
di rovesciare il regime hitleriano. E dopo l'attacco tedesco all'Unione
Sovietica il Papa rifiutò di schierarsi con quella che veniva presentata
come una crociata contro il comunismo e, anzi, si adoperò per superare le
opposizioni di molti cattolici statunitensi all'alleanza con i sovietici.
Oppositore del nazismo, dopo la guerra Pio XII fu altrettanto radicalmente
anticomunista, e certo non perché succube degli americani o in quanto
cappellano dell'Occidente, come volevano gli stereotipi diffusi dai
sovietici. Quest'opera di propaganda culminò nel 1963 con la
rappresentazione del dramma Der Stellvertreter («Il vicario») di Rolf
Hochhuth, che riprendeva le tesi di una pubblicazione comunista sul
Vaticano, come notò subito The Tablet. Da allora, per quasi un quarantennio,
la campagna diffamatoria contro Pacelli ha finito per accreditare una
rappresentazione diffusissima del Papa che, prima ancora di essere
strumentale e infamante, è del tutto inventata. E non è un caso che il
dossier presentato su la Repubblica sia rimasto tanti anni in mano ai
servizi segreti della Germania orientale. Basterà tutto questo per liquidare
«il Papa di Hitler»? Si può sperarlo, ma senza contarci troppo.
Non potrete mai cambiare l'agire dei farabutti..che vivono di sterco,
Potete solo cancellarli dai vostri pc e dai vostri pensieri.
E pero' una consolazione infinita,per me, sapere che raccoglieranno, (prima
di qua poi di la')
cio' che han seminato.
Pio XII E FUORI DISCUSSIONE!E SANTO!(e se lo considero' Hitler un nemico.,
c'e poco da dire) ma chi non ha altri mezzi per sentirsi" uno stronzo"
(perche la gente lo annusa e lo scansa..specialmente quando la sua somareide
ragliante lo
rende "scecchigno"..)..deve infangare i Santi,,per aver voce in capitolo:E
diventare "stronzo"
Pubblico..a pieno diritto."
Lasciateli ragliare..perche' ne sono fieri..
Sono dei Somari:Ma deri somari veri...))

* § K A R M A N * .
Continua a leggere su narkive:
Loading...