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Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
(troppo vecchio per rispondere)
Paolo
2008-10-14 12:49:17 UTC
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Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene

Di Andrea Tornielli

Il Giornale - 10 Ottobre 2008

Eugenio Pacelli, che da nunzio apostolico in Germania aveva colto «fin dal
suo sorgere il pericolo costituito dalla mostruosa ideologia
nazionalsocialista», da Papa agì spesso «in modo segreto e silenzioso»
perché «solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più
gran numero possibile di ebrei». Per la seconda volta nel giro di venti
giorni Benedetto XVI interviene sulla vexata quaestio dei «silenzi» di Pio
XII. Interviene da Papa, non da storico, celebrando in San Pietro, insieme
ai cardinali e ai vescovi presenti al Sinodo, il cinquantesimo anniversario
della scomparsa di Pacelli, avvenuta a Castelgandolfo nelle prime ore del 9
ottobre 1958. Ma l'omelia, che contiene parole pesate e puntuali, segna un
passaggio importante del dibattito sul Pontefice chiamato a guidare la
Chiesa negli anni del secondo conflitto mondiale e della Guerra Fredda,
anche perché pronunciata due giorni dopo le dichiarazioni del rabbino capo
di Haifa, Shear-Yashuv Cohen, il quale, invitato a parlare al Sinodo dei
vescovi sulla parola di Dio, ha imbarazzato l'uditorio (e Benedetto XVI)
parlando dei «silenzi» che non si possono perdonare e in un'intervista alla
Reuters ha detto che se avesse saputo della celebrazione per l'anniversario
di Pio XII non sarebbe intervenuto a Roma.

Papa Ratzinger, che già aveva parlato dell'opera di carità verso i
perseguitati del suo predecessore ricevendo in udienza i partecipanti al
convegno organizzato dall'associazione «Pave the Way» presieduta dall'ebreo
americano Gary Krupp, ieri ha presentato la figura del predecessore
inserendola nel contesto storico.

Senza fare polemiche, ha smontato e smentito la leggenda nera di un
Pontefice filonazista e silenzioso per paura. Ha ricordato l'attività di
Pacelli come rappresentante della Santa Sede in Germania e la sua
collaborazione al «tentativo di Benedetto XV di fermare "l'inutile strage"
della Grande guerra» e ha sottolineato come il nunzio colse «fin dal suo
sorgere il pericolo costituito dalla mostruosa ideologia nazionalsocialista
con la sua perniciosa radice antisemita e anticattolica».

Il Pontefice non aggiunge altro, ma documenti recentemente pubblicati
mostrano come già nell'aprile 1924, in una lettera al fratello Francesco,
Pacelli parlasse del «furioso vento... che spira in questo momento da parte
dei partiti nazionalisti», che «dà le più gravi preoccupazioni.

Tutta la situazione è in generale ora difficilissima ed assai preoccupante
in Germania, a causa appunto dei progressi dei partiti nazionalisti...» .

Benedetto XVI ha poi ricordato l'appello di pace lanciato da Pio XII appena
eletto Papa, nel tentativo di scongiurare il conflitto, ha citato il grande
amore di Pacelli per Roma e la sua decisione di rimanere in Vaticano a
qualunque costo: «Non lascerò Roma e il mio posto, anche se dovessi morire».

Ha ricordato anche «le privazioni quanto a cibo, riscaldamento, abiti,
comodità, a cui si sottopose volontariamente per condividere la condizione
della gente duramente provata dai bombardamenti e dalle conseguenze della
guerra».

Poi Ratzinger ha affrontato la questione dell'atteggiamento tenuto dal
Vaticano durante la persecuzione ebraica, citando il radiomessaggio del
Natale 1942, nel quale Papa Pacelli, a pochi mesi dall'inizio della
terribile «soluzione finale» contro gli israeliti, con «voce rotta
dall'emozione
deplorò la situazione delle "centinaia di migliaia di persone, le quali,
senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di
stirpe, sono destinate alla morte o ad un progressivo deperimento", con un
chiaro riferimento alla deportazione e allo sterminio perpetrato contro gli
ebrei».

«Agì spesso in modo segreto e silenzioso - ha aggiunto Benedetto XVI -
proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso
momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il
peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei». Ratzinger ha quindi
sottolineato i «numerosi e unanimi attestati di gratitudine» rivolti a
Pacelli dalle più alte autorità del mondo ebraico, citando le parole
pronunciate nel 1958 dall'allora ministro degli Esteri di Israele Golda
Meir: «Quando il martirio più spaventoso ha colpito il nostro popolo,
durante i dieci anni del terrore nazista, la voce del Pontefice si è levata
a favore delle vittime. Noi piangiamo la perdita di un grande servitore
della pace».

Ma il Papa ha voluto anche mettere in luce la grandezza del magistero di Pio
XII e il fatto che i suoi insegnamenti hanno preparato il Concilio Vaticano
II, citando le encicliche «Mystici Corporis», «Divino afflante Spiritu» e
«Mediator Dei». Infine, Ratzinger ha appena sfiorato l'argomento del
processo di canonizzazione di Papa Pacelli, dicendo di pregare «perché
prosegua felicemente la causa di beatificazione...». È noto che l'8 maggio
2007 i cardinali e vescovi della Congregazione delle cause dei santi si sono
pronunciati all'unanimità in favore delle virtù eroiche di Pio XII. Il
decreto, che porrebbe il sigillo
finale alla causa, non è però stato ancora promulgato per decisione dello
stesso Benedetto XVI, che ha preferito far studiare ancora alcuni aspetti
del processo. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico
Lombardi ha infatti precisato: «Con le parole pronunciate nell'omelia a
proposito della causa di beatificazione del servo di Dio Pio XII oggi in
corso, il Papa ha inteso manifestare esplicitamente la sua unione spirituale
a un auspicio diffuso nel popolo di Dio. Tuttavia non si è espresso sui
passi successivi della causa e i loro tempi, cioè la firma del decreto sul
riconoscimento delle virtù eroiche, che è a sua volta la premessa per
introdurre la successiva pratica per il riconoscimento di miracolo». Il
portavoce vaticano ha ricordato il voto unanime del maggio 2007, aggiungendo
che «il Papa non ha ancora firmato il relativo decreto ritenendo opportuno
un tempo di riflessione».

Al termine della celebrazione, Ratzinger è sceso nelle cripte di San Pietro
e si è fermato a pregare sulla tomba del predecessore. L'omelia appena
pronunciata, il convegno sul magistero di Pio XII che si terrà alla
Lateranense e la mostra sulla vita e il pontificato di Pacelli che sarà
inaugurata nel Braccio di Carlo Magno in Vaticano la prima settimana di
novembre stanno a indicare la volontà di recuperare la memoria di questo
Pontefice oltraggiato. E potrebbero presagire alla promulgazione del
decreto.
pirex
2008-10-14 14:17:19 UTC
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Post by Paolo
Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Paolo
2008-10-14 16:16:49 UTC
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Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Hai valide argomentazioni a supporto della tua tesi o parli tanto per
parlare?
pirex
2008-10-14 16:32:50 UTC
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Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Hai valide argomentazioni a supporto della tua tesi o parli tanto per
parlare?
Un solo argomento, il suo silenzio!


Mussolini, Hitler e lo scontro tra i due Papi news:8ecCk.157025$***@twister1.libero.it...

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/09/21/1101767137463-mussolini-hitler-scontro-due-papi.shtml

















,










.
Paolo
2008-10-14 16:39:54 UTC
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Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Hai valide argomentazioni a supporto della tua tesi o parli tanto per
parlare?
Un solo argomento, il suo silenzio!
E se il suo silenzio fosse stato invece uno strumento di salvezza? Cosa
sarebbe successo se si fosse comportato diversamente? Sicuramente sarebbero
morte molte più persone e tu oggi saresti qui ad accusarlo di una strage più
grande. Oppure pensi di avere un dono del discernimento più grande di quello
che aveva Papa Pio XII?? Su su.. un pò di umiltà per favore!!
pirex
2008-10-14 17:05:04 UTC
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Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Hai valide argomentazioni a supporto della tua tesi o parli tanto per
parlare?
Un solo argomento, il suo silenzio!
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/09/21/1101767137463-mussolini-hitler-scontro-due-papi.shtml
E se il suo silenzio fosse stato invece uno strumento di salvezza? Cosa
sarebbe successo se si fosse comportato diversamente? Sicuramente
sarebbero morte molte più persone
Ne sei proprio sicuro?
Post by pirex
e tu oggi saresti qui ad accusarlo di una strage più
Beato te che sai tutto e sai prevedere anche i pensieri futuri del prossimo.
Post by pirex
grande. Oppure pensi di avere un dono del discernimento più grande di
quello che aveva Papa Pio XII??
E del discernimentodi Pio XI cosa ne pensi?
Post by pirex
Su su.. un pò di umiltà per favore!!
Essere umili non significa necessariamente essere pecoroni.

E se il suo silenzio fosse dovuto solo al suo antisemitismo?

Le accuse di antisemitismo a Pacelli
Secondo alcuni storici, uno dei motivi per cui Pio XII avrebbe preferito la
cosiddetta «politica dello struzzo»[11] nei confronti dello sterminio degli
ebrei a opera dei nazifascisti, sarebbe dovuto allo storico antisemitismo di
origine cattolica, cui nemmeno Pacelli fu immune. Secondo Daniel J.
Goldhagen, infatti, il tentativo degli apologeti di Pio XII di negare il suo
antisemitismo è smentito dai documenti emessi da Pio XII stesso, quale ad
esempio una lettera scritta dalla Germania, in cui monsignor Pacelli
descriveva una scena da "bolgia infernale" occorsa nel palazzo reale durante
l'insurrezione comunista di Monaco nell'aprile 1919:

« Siccome sarebbe stato assolutamente indecoroso per me di presentarmi
al detto Signore [l'ebreo Levien, ndr] ne diedi l'incarico a Monsignor
Uditore [.] Il Levien si è insediato col suo Stato maggiore, o se meglio
piace col consiglio degli incaricati del popolo, al palazzo già reale dei
Wittelsbach. Lo spettacolo, che ora presenta detto palazzo, è
indescrivibile. La confusione più caotica, il sudiciume più nauseante,
l'andirivieni continuo di soldati e di operai armati, le grida, le parole
sconce, le bestemmie, che ivi risuonano, rendono quella, che fu la residenza
prediletta dei re di Baviera, una vera bolgia infernale. Un esercito di
impiegati, che vanno, che vengono, che trasmettono ordini, che propagano
notizie, e fra essi una schiera di giovani donne, dall'aspetto poco
rassicurante, ebree come i primi, che stanno in tutti gli uffici, con arie
provocanti e con sorrisi equivoci. A capo di questo gruppo femminile vi è
l'amante di Levien, una giovane russa, ebrea, divorziata che comanda da
padrona. E a costei la nunziatura ha dovuto purtroppo inchinarsi per avere
il biglietto di libero passaggio! Il Levien è un giovanotto, anch'egli russo
ed ebreo, di circa trenta o trentacinque anni. Pallido, sporco, dagli occhi
scialbi, dalla voce rauca e sguaiata: un vero tipo ributtante, eppure con
una fisionomia intelligente e furba. Si è degnato appena di ricevere
Monsignor Uditore in un corridoio, circondato da una scorta armata, fra cui
un gobbo anch'egli armato, che è la sua guardia fedele »
(D.J. Goldhagen[12].)

Goldhagen ne trae la conclusione che tale serie di accuse e stereotipi non
era frutto di uno sfogo momentaneo, ma di una radicata visione dell'ebreo
perfettamente in linea con l'antisemitismo allora circolante in Europa e
nella Chiesa cattolica stessa, e affine ai toni che più avanti Julius
Streicher avrebbe usato nel suo giornale nazista Der Stürmer. Comune
all'antisemitismo nazista era l'assimilazione bolscevico-ebreo, così come
l'enfasi sugli stereotipi classici dell'ebreo dal naso adunco, volto
ripugnante, avido, licenzioso e dedito al dominio sotterraneo delle genti.
Del resto anche la stessa Civiltà Cattolica, in quegli anni, si era fatta
attrice di ripetute dissertazioni antisemite, quindi era perfettamente
normale che Pacelli non uscisse dal solco della tradizione in cui era
cresciuto.[13].

Anche secondo Marco Aurelio Rivelli, «Benché l'elemento fosse di per sé del
tutto irrilevante, il nunzio Pacelli sottolineava l'origine ebraica di
quelle donne "con arie provocanti e con sorrisi equivoci", e della stessa
«amante di Levien. ebrea, divorziata, che comanda da padrona». Di nuovo
monsignor Pacelli non mancava di sottolineare che il capo degli aborriti
bolscevichi rivoluzionari, definito, in modo assai poco evangelico, "un vero
tipo ributtante", era anch'egli di origine ebraica. E come in precedenza, la
precisazione "razziale" era associata a caratteristiche esecrabili»[8].

Nel novembre del 1918, nella monarchica e cattolica Baviera, il re Ludwig
III abdicò di fatto, e a Monaco il leader del partito socialista
indipendente, Kurt Eisner, ebreo, proclamò la Repubblica socialista
bavarese. Scrisse Pacelli in proposito:

« Quando Kurt Eisner ritenne per sé la presidenza del Ministero, disse
che lo faceva perché la sua persona era il simbolo della rivoluzione. Aveva
ragione. Schizzare la persona di lui è sintetizzare quello che la
rivoluzione in Baviera veramente rappresenta. Ateo, socialista radicale,
propagandista implacabile, amico intimo dei nichilisti russi, capo di tutti
i movimenti rivoluzionari di Monaco, imprigionato non so quante volte per
reati politici, e per di più ebreo galiziano».[14] »


Le parole «e per di più ebreo» attestano, secondo Rivelli, il pregiudizio
antigiudaico di monsignor Pacelli. «Se da nunzio monsignor Pacelli riteneva
"del tutto contrario alla dignità" trattare col socialista "per di più
ebreo" Kurt Eisner,[15]come si vedrà il cardinale Pacelli, da segretario di
Stato vaticano, troverà del tutto dignitoso trattare il Concordato con i
massimi gerarchi del Reich hitleriano».[8]

In occasione di una visita a Berlino, al fine di ottenere alcune
concessioni, Pacelli scrive: «Rathenau,» [ministro degli esteri del Reich,
ndr] «uomo di notevole intelligenza e abilità, mi manifestò, sebbene ebreo,
nei termini più ampi il desiderio del governo del Reich di addivenire quanto
prima, nonostante le gravissime difficoltà, alla conclusione di un
concordato soddisfacente per ambedue le parti». Anche in questo caso Rivelli
sottolinea che tale precisazione attestava il radicato pregiudizio
antigiudaico di monsignor Pacelli. [8]. Vi è però da dire che il sebbene
potrebbe essere semplicemente riferibile al peculiarità di un ministro di
religione ebraica desideroso di stipulare un concordato con la chiesa
cattolica.

Secondo la storica Gitta Sereny, «Chiunque abbia letto le lettere di Pio XII
ai vescovi tedeschi (e nel tedesco originale la fraseologia è anche più
significativa) troverà difficile dubitare che il Papa fosse antisemita. Non
dico che questo abbia determinato la sua condotta; quali fossero le sue
principali motivazioni è abbastanza evidente. Ma questo forse istintivo
antisemitismo deve aver contribuito alla sua passività nelle molte occasioni
in cui - come egli usava dire alludendo alle atrocità naziste, e come era
senza dubbio vero - si sentiva "profondamente turbato".[16]


L'enciclica nascosta di Pio XI [modifica]
« Nel giugno del 1938 papa Pio XI aveva affidato a un gesuita
americano, padre John LaFarge S.J., il compito di redigere i documenti
preparatori per un'enciclica che denunciasse il razzismo e l'antisemitismo.
Sorpreso e un po' scettico egli stesso, LaFarge si fece assegnare due
collaboratori, i padri gesuiti Gustav Gundlach S.J., tedesco, e Gustave
Desbuquois S.J., francese, designati dal generale della compagnia di Gesù,
padre Wladimir Ledochowski S.J. A questi si aggiunse un altro gesuita
tedesco, padre Heinrich Bacht S.J., per tradurre il progetto in latino. I
quattro lavorarono tutta l'estate a Parigi; poi, verso la fine di settembre,
LaFarge si recò a Roma per consegnare a Ledochowski tre versioni del
progetto. Tre testi, dunque, redatti rispettivamente in francese, in inglese
e in tedesco, di cui almeno uno era intitolato "Humani Generi Unitas",
"L'Unità del genere umano". Dopo. Dopo, niente. Pio XI morirà nel febbraio
del 1939, nel marzo gli succederà il cardinale Pacelli, con il nome di Pio
XII, la Seconda guerra mondiale scoppierà in settembre con l'invasione della
Polonia, senza che l'enciclica in questione avesse visto la luce [.] Quando
tali documenti giunsero nelle mani di Pio XI, se mai è successo, il vecchio
papa Ratti era ormai troppo prossimo alla fine per avere ancora il tempo di
trasformarli in enciclica. Quanto a Pio XII, che sembra avere indubbiamente
preso conoscenza dei documenti ordinati dal suo predecessore, avrebbe
semplicemente deciso di relegarli "silenziosamente negli archivi". »


Le copie microfilmate dell'enciclica e dei documenti annessi furono scoperte
nel 1967 dal gesuita Thomas Breslin, mentre procedeva alla catalogazione
degli archivi di John LaFarge:

« In un lungo articolo di fondo, Gordon Zahn, uno specialista delle
encicliche sociali, sosteneva che l'enciclica ritrovata "è forse la più
forte dichiarazione cattolica su quel male morale" che è l'antisemitismo.
Come tale, risuscita il "il problema di Hochhuth"[17] collocandolo in un
nuovo contesto, poiché ora non si tratta più solamente della mancata
protesta di Pio XII di fronte alla sistematica eliminazione degli ebrei, ma
piuttosto del suo esplicito rifiuto di raccogliere la volontà del suo
riverito predecessore e protettore»[18]. Un indizio rivelatore del fatto che
Pio XII non avrebbe seguito la linea di aperta opposizione al razzismo del
suo predecessore si ebbe nel 1938 in Ungheria, in occasione del Congresso
Eucaristico Internazionale che si tenne in primavera a Budapest. All'epoca
del congresso vi era nel Paese un clima di crescente antisemitismo, e il
governo si apprestava ad approvare le prime leggi antiebraiche. Il
segretario di Stato Vaticano Eugenio Pacelli pronunciò un discorso in cui si
riferiva agli ebrei come al popolo "che ancora oggi maledice Cristo con le
labbra e lo rifiuta con il cuore"[19]. Un'affermazione del genere,
pronunciata in Ungheria nel momento in cui le nuove leggi stavano per essere
approvate, era un contributo ad accrescere le tendenze antisemite del
Paese[20]. »



Il discorso mai pronunciato di Pio XI contro il nazismo [modifica]
Papa Ratti aveva preparato nel febbraio 1939, pochi giorni prima di morire,
un importante discorso di rottura col nazismo. La sua morte gli impedirà di
pronunciarlo. Una lettera emersa dall'Archivio Vaticano dimostrerebbe che a
distruggere il discorso fu Eugenio Pacelli, il futuro Pio XII, segretario di
stato di Pio XI. Autore della lettera è Domenico Tardini, al tempo
collaboratore della segreteria di stato vaticana.

Un estratto del testo della lettera, datata 15 febbraio 1939 è il
seguente[21]:

« Mi telefona S.E. Mons. Montini. Gli ha telefonato il cardinal Pacelli
per dare i seguenti ordini:
1.. che Mons. Confalonieri consegni tutto quel materiale che ha
circa il discorso che S.S. Pio XI aveva preparato per l'adunanza dei vescovi
dell'11 febbraio;
2.. che la tipografia distrugga tutto il materiale che ha (bozze,
piombi) [...] »



Quanto a Domenico Tardini è lui che, nel gennaio del 1941, raccoglie una
documentazione molto ricca e completa sulle ultime settimane di vita del
pontefice Pio XI. Secondo lui si tratta di "Un testo di importanza
straordinaria" che condanna tutti i totalitarismi, capace di causare una
definitiva rottura con fascismo e nazismo. Ampi brani del discorso saranno
pubblicati in un'udienza di Giovanni XXIII ai vescovi italiani il 6 febbraio
del 1959 in occasione del ventennale della morte di Pio XI e nel trentennale
della Conciliazione.



http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_storiografica_sulla_figura_di_Pio_XII_e_l%27Olocausto
Paolo
2008-10-15 07:47:45 UTC
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Post by pirex
Post by pirex
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Post by Paolo
Post by pirex
Post by Paolo
Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Hai valide argomentazioni a supporto della tua tesi o parli tanto per
parlare?
Un solo argomento, il suo silenzio!
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/09/21/1101767137463-mussolini-hitler-scontro-due-papi.shtml
E se il suo silenzio fosse stato invece uno strumento di salvezza? Cosa
sarebbe successo se si fosse comportato diversamente? Sicuramente
sarebbero morte molte più persone
Ne sei proprio sicuro?
Post by pirex
e tu oggi saresti qui ad accusarlo di una strage più
Beato te che sai tutto e sai prevedere anche i pensieri futuri del prossimo.
Post by pirex
grande. Oppure pensi di avere un dono del discernimento più grande di
quello che aveva Papa Pio XII??
E del discernimentodi Pio XI cosa ne pensi?
Post by pirex
Su su.. un pò di umiltà per favore!!
Essere umili non significa necessariamente essere pecoroni.
E se il suo silenzio fosse dovuto solo al suo antisemitismo?
Perchè mai avrebbe salvato migliaia di ebrei silenziosamente, rischiando di
suo? E perchè le autorità ebraiche hanno apprezzato ufficialmente
l'atteggiamento di Pio XII mentre gli attacchi più insistenti e deplorevoli
arrivano da presunti intellettuali e improvvisati storici di corrente
comunista? Questi sono fatti concreti, il resto (tutta la pappardella che
hai postato) sono insinuazioni e calunnie senza alcun riscontro reale.
pirex
2008-10-15 10:54:46 UTC
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Post by Paolo
Post by pirex
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Post by Paolo
Post by pirex
Post by Paolo
Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Hai valide argomentazioni a supporto della tua tesi o parli tanto per
parlare?
Un solo argomento, il suo silenzio!
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/09/21/1101767137463-mussolini-hitler-scontro-due-papi.shtml
E se il suo silenzio fosse stato invece uno strumento di salvezza? Cosa
sarebbe successo se si fosse comportato diversamente? Sicuramente
sarebbero morte molte più persone
Ne sei proprio sicuro?
Post by pirex
e tu oggi saresti qui ad accusarlo di una strage più
Beato te che sai tutto e sai prevedere anche i pensieri futuri del prossimo.
Post by pirex
grande. Oppure pensi di avere un dono del discernimento più grande di
quello che aveva Papa Pio XII??
E del discernimentodi Pio XI cosa ne pensi?
Allora? Cosa rispondi?
Post by Paolo
Post by pirex
Post by pirex
Su su.. un pò di umiltà per favore!!
Essere umili non significa necessariamente essere pecoroni.
E se il suo silenzio fosse dovuto solo al suo antisemitismo?
Perchè mai avrebbe salvato migliaia di ebrei silenziosamente, rischiando
di suo?
Di suo ? cosa?

La direttiva del 25 ottobre 1943
È stato recentemente affermato dalla Santa Sede,[26] ma era già noto, che il
25 ottobre del 1943, Pio XII emanò, all'indomani del rastrellamento del
Ghetto di Roma una direttiva riservata a tutti gli ecclesiastici italiani in
cui indicava come necessario «ospitare gli ebrei perseguitati dai nazisti in
tutti gli istituti religiosi, ad aprire gli istituti o anche le catacombe».

Questo spazzerebbe molti dubbi sull'attività a favore delle popolazioni
ebraiche da parte non solo dei membri della Chiesa Cattolica, ma del suo
stesso pontefice.

Va ricordato che il rastrellamento nel ghetto di Roma era avvenuto pochi
giorni prima e che prima dell'8 settembre 1943 nessun ebreo era stato
deportato, per il diretto ostruzionismo del governo fascista ed in
particolare del ministro degli esteri Galeazzo Ciano, genero di Benito
Mussolini. Fu necessaria dunque l'occupazione nazista per avviare la
deportazione degli ebrei dall'Italia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_storiografica_sulla_figura_di_Pio_XII_e_l%27Olocausto

Cioè si mosse fino al 25 ottobre del 1943, ad un mese e mezzo
dall'armistizio non aveva fatto nulla.

Si mosse quando era già tardi, con l'arrivo degli Alleati, per non essere
sputtanato dal resto del mondo.
E perchè le autorità ebraiche hanno apprezzato ufficialmente
Post by Paolo
l'atteggiamento di Pio XII mentre gli attacchi più insistenti e
deplorevoli arrivano da presunti intellettuali e improvvisati storici di
corrente comunista?
Ma davvero?

l religioso di Haifa: "Ratzinger lo celebra? Se lo sapevo non venivo al
Sinodo
non siamo contenti dei tentativi nella Chiesa di dimenticare questo triste
capitolo"

Il rabbino: no a Pio XII beato
non fece nulla per salvare gli ebrei

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/benedetto-xvi-25/rabbino-contro-pioxii/rabbino-contro-pioxii.html


Questi sono fatti concreti, il resto (tutta la pappardella che
Post by Paolo
hai postato) sono insinuazioni e calunnie senza alcun riscontro reale.
Prova a leggerla prima di blaterare cazzate.

Le accuse di antisemitismo a Pacelli [modifica]
Secondo alcuni storici, uno dei motivi per cui Pio XII avrebbe preferito la
cosiddetta «politica dello struzzo»[11] nei confronti dello sterminio degli
ebrei a opera dei nazifascisti, sarebbe dovuto allo storico antisemitismo di
origine cattolica, cui nemmeno Pacelli fu immune. Secondo Daniel J.
Goldhagen, infatti, il tentativo degli apologeti di Pio XII di negare il suo
antisemitismo è smentito dai documenti emessi da Pio XII stesso, quale ad
esempio una lettera scritta dalla Germania, in cui monsignor Pacelli
descriveva una scena da "bolgia infernale" occorsa nel palazzo reale durante
l'insurrezione comunista di Monaco nell'aprile 1919:

« Siccome sarebbe stato assolutamente indecoroso per me di presentarmi
al detto Signore [l'ebreo Levien, ndr] ne diedi l'incarico a Monsignor
Uditore [.] Il Levien si è insediato col suo Stato maggiore, o se meglio
piace col consiglio degli incaricati del popolo, al palazzo già reale dei
Wittelsbach. Lo spettacolo, che ora presenta detto palazzo, è
indescrivibile. La confusione più caotica, il sudiciume più nauseante,
l'andirivieni continuo di soldati e di operai armati, le grida, le parole
sconce, le bestemmie, che ivi risuonano, rendono quella, che fu la residenza
prediletta dei re di Baviera, una vera bolgia infernale. Un esercito di
impiegati, che vanno, che vengono, che trasmettono ordini, che propagano
notizie, e fra essi una schiera di giovani donne, dall'aspetto poco
rassicurante, ebree come i primi, che stanno in tutti gli uffici, con arie
provocanti e con sorrisi equivoci. A capo di questo gruppo femminile vi è
l'amante di Levien, una giovane russa, ebrea, divorziata che comanda da
padrona. E a costei la nunziatura ha dovuto purtroppo inchinarsi per avere
il biglietto di libero passaggio! Il Levien è un giovanotto, anch'egli russo
ed ebreo, di circa trenta o trentacinque anni. Pallido, sporco, dagli occhi
scialbi, dalla voce rauca e sguaiata: un vero tipo ributtante, eppure con
una fisionomia intelligente e furba. Si è degnato appena di ricevere
Monsignor Uditore in un corridoio, circondato da una scorta armata, fra cui
un gobbo anch'egli armato, che è la sua guardia fedele »
(D.J. Goldhagen[12].)

Goldhagen ne trae la conclusione che tale serie di accuse e stereotipi non
era frutto di uno sfogo momentaneo, ma di una radicata visione dell'ebreo
perfettamente in linea con l'antisemitismo allora circolante in Europa e
nella Chiesa cattolica stessa, e affine ai toni che più avanti Julius
Streicher avrebbe usato nel suo giornale nazista Der Stürmer. Comune
all'antisemitismo nazista era l'assimilazione bolscevico-ebreo, così come
l'enfasi sugli stereotipi classici dell'ebreo dal naso adunco, volto
ripugnante, avido, licenzioso e dedito al dominio sotterraneo delle genti.
Del resto anche la stessa Civiltà Cattolica, in quegli anni, si era fatta
attrice di ripetute dissertazioni antisemite, quindi era perfettamente
normale che Pacelli non uscisse dal solco della tradizione in cui era
cresciuto.[13].

Anche secondo Marco Aurelio Rivelli, «Benché l'elemento fosse di per sé del
tutto irrilevante, il nunzio Pacelli sottolineava l'origine ebraica di
quelle donne "con arie provocanti e con sorrisi equivoci", e della stessa
«amante di Levien. ebrea, divorziata, che comanda da padrona». Di nuovo
monsignor Pacelli non mancava di sottolineare che il capo degli aborriti
bolscevichi rivoluzionari, definito, in modo assai poco evangelico, "un vero
tipo ributtante", era anch'egli di origine ebraica. E come in precedenza, la
precisazione "razziale" era associata a caratteristiche esecrabili»[8].

Nel novembre del 1918, nella monarchica e cattolica Baviera, il re Ludwig
III abdicò di fatto, e a Monaco il leader del partito socialista
indipendente, Kurt Eisner, ebreo, proclamò la Repubblica socialista
bavarese. Scrisse Pacelli in proposito:

« Quando Kurt Eisner ritenne per sé la presidenza del Ministero, disse
che lo faceva perché la sua persona era il simbolo della rivoluzione. Aveva
ragione. Schizzare la persona di lui è sintetizzare quello che la
rivoluzione in Baviera veramente rappresenta. Ateo, socialista radicale,
propagandista implacabile, amico intimo dei nichilisti russi, capo di tutti
i movimenti rivoluzionari di Monaco, imprigionato non so quante volte per
reati politici, e per di più ebreo galiziano».[14] »


Le parole «e per di più ebreo» attestano, secondo Rivelli, il pregiudizio
antigiudaico di monsignor Pacelli. «Se da nunzio monsignor Pacelli riteneva
"del tutto contrario alla dignità" trattare col socialista "per di più
ebreo" Kurt Eisner,[15]come si vedrà il cardinale Pacelli, da segretario di
Stato vaticano, troverà del tutto dignitoso trattare il Concordato con i
massimi gerarchi del Reich hitleriano».[8]

In occasione di una visita a Berlino, al fine di ottenere alcune
concessioni, Pacelli scrive: «Rathenau,» [ministro degli esteri del Reich,
ndr] «uomo di notevole intelligenza e abilità, mi manifestò, sebbene ebreo,
nei termini più ampi il desiderio del governo del Reich di addivenire quanto
prima, nonostante le gravissime difficoltà, alla conclusione di un
concordato soddisfacente per ambedue le parti». Anche in questo caso Rivelli
sottolinea che tale precisazione attestava il radicato pregiudizio
antigiudaico di monsignor Pacelli. [8]. Vi è però da dire che il sebbene
potrebbe essere semplicemente riferibile al peculiarità di un ministro di
religione ebraica desideroso di stipulare un concordato con la chiesa
cattolica.

Secondo la storica Gitta Sereny, «Chiunque abbia letto le lettere di Pio XII
ai vescovi tedeschi (e nel tedesco originale la fraseologia è anche più
significativa) troverà difficile dubitare che il Papa fosse antisemita. Non
dico che questo abbia determinato la sua condotta; quali fossero le sue
principali motivazioni è abbastanza evidente. Ma questo forse istintivo
antisemitismo deve aver contribuito alla sua passività nelle molte occasioni
in cui - come egli usava dire alludendo alle atrocità naziste, e come era
senza dubbio vero - si sentiva "profondamente turbato".[16]


L'enciclica nascosta di Pio XI [modifica]
« Nel giugno del 1938 papa Pio XI aveva affidato a un gesuita
americano, padre John LaFarge S.J., il compito di redigere i documenti
preparatori per un'enciclica che denunciasse il razzismo e l'antisemitismo.
Sorpreso e un po' scettico egli stesso, LaFarge si fece assegnare due
collaboratori, i padri gesuiti Gustav Gundlach S.J., tedesco, e Gustave
Desbuquois S.J., francese, designati dal generale della compagnia di Gesù,
padre Wladimir Ledochowski S.J. A questi si aggiunse un altro gesuita
tedesco, padre Heinrich Bacht S.J., per tradurre il progetto in latino. I
quattro lavorarono tutta l'estate a Parigi; poi, verso la fine di settembre,
LaFarge si recò a Roma per consegnare a Ledochowski tre versioni del
progetto. Tre testi, dunque, redatti rispettivamente in francese, in inglese
e in tedesco, di cui almeno uno era intitolato "Humani Generi Unitas",
"L'Unità del genere umano". Dopo. Dopo, niente. Pio XI morirà nel febbraio
del 1939, nel marzo gli succederà il cardinale Pacelli, con il nome di Pio
XII, la Seconda guerra mondiale scoppierà in settembre con l'invasione della
Polonia, senza che l'enciclica in questione avesse visto la luce [.] Quando
tali documenti giunsero nelle mani di Pio XI, se mai è successo, il vecchio
papa Ratti era ormai troppo prossimo alla fine per avere ancora il tempo di
trasformarli in enciclica. Quanto a Pio XII, che sembra avere indubbiamente
preso conoscenza dei documenti ordinati dal suo predecessore, avrebbe
semplicemente deciso di relegarli "silenziosamente negli archivi". »


Le copie microfilmate dell'enciclica e dei documenti annessi furono scoperte
nel 1967 dal gesuita Thomas Breslin, mentre procedeva alla catalogazione
degli archivi di John LaFarge:

« In un lungo articolo di fondo, Gordon Zahn, uno specialista delle
encicliche sociali, sosteneva che l'enciclica ritrovata "è forse la più
forte dichiarazione cattolica su quel male morale" che è l'antisemitismo.
Come tale, risuscita il "il problema di Hochhuth"[17] collocandolo in un
nuovo contesto, poiché ora non si tratta più solamente della mancata
protesta di Pio XII di fronte alla sistematica eliminazione degli ebrei, ma
piuttosto del suo esplicito rifiuto di raccogliere la volontà del suo
riverito predecessore e protettore»[18]. Un indizio rivelatore del fatto che
Pio XII non avrebbe seguito la linea di aperta opposizione al razzismo del
suo predecessore si ebbe nel 1938 in Ungheria, in occasione del Congresso
Eucaristico Internazionale che si tenne in primavera a Budapest. All'epoca
del congresso vi era nel Paese un clima di crescente antisemitismo, e il
governo si apprestava ad approvare le prime leggi antiebraiche. Il
segretario di Stato Vaticano Eugenio Pacelli pronunciò un discorso in cui si
riferiva agli ebrei come al popolo "che ancora oggi maledice Cristo con le
labbra e lo rifiuta con il cuore"[19]. Un'affermazione del genere,
pronunciata in Ungheria nel momento in cui le nuove leggi stavano per essere
approvate, era un contributo ad accrescere le tendenze antisemite del
Paese[20]. »



Il discorso mai pronunciato di Pio XI contro il nazismo
Papa Ratti aveva preparato nel febbraio 1939, pochi giorni prima di morire,
un importante discorso di rottura col nazismo. La sua morte gli impedirà di
pronunciarlo. Una lettera emersa dall'Archivio Vaticano dimostrerebbe che a
distruggere il discorso fu Eugenio Pacelli, il futuro Pio XII, segretario di
stato di Pio XI. Autore della lettera è Domenico Tardini, al tempo
collaboratore della segreteria di stato vaticana.

Un estratto del testo della lettera, datata 15 febbraio 1939 è il
seguente[21]:

« Mi telefona S.E. Mons. Montini. Gli ha telefonato il cardinal Pacelli
per dare i seguenti ordini:
1.. che Mons. Confalonieri consegni tutto quel materiale che ha
circa il discorso che S.S. Pio XI aveva preparato per l'adunanza dei vescovi
dell'11 febbraio;
2.. che la tipografia distrugga tutto il materiale che ha (bozze,
piombi) [...] »



Quanto a Domenico Tardini è lui che, nel gennaio del 1941, raccoglie una
documentazione molto ricca e completa sulle ultime settimane di vita del
pontefice Pio XI. Secondo lui si tratta di "Un testo di importanza
straordinaria" che condanna tutti i totalitarismi, capace di causare una
definitiva rottura con fascismo e nazismo. Ampi brani del discorso saranno
pubblicati in un'udienza di Giovanni XXIII ai vescovi italiani il 6 febbraio
del 1959 in occasione del ventennale della morte di Pio XI e nel trentennale
della Conciliazione.







Mussolini, Hitler e lo scontro tra i due Papi news:8ecCk.157025$***@twister1.libero.it...

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/09/21/1101767137463-mussolini-hitler-scontro-due-papi.shtml
















































.
Paolo
2008-10-15 12:34:30 UTC
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Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Hai valide argomentazioni a supporto della tua tesi o parli tanto per
parlare?
Un solo argomento, il suo silenzio!
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/09/21/1101767137463-mussolini-hitler-scontro-due-papi.shtml
E se il suo silenzio fosse stato invece uno strumento di salvezza? Cosa
sarebbe successo se si fosse comportato diversamente? Sicuramente
sarebbero morte molte più persone
Ne sei proprio sicuro?
Post by pirex
e tu oggi saresti qui ad accusarlo di una strage più
Beato te che sai tutto e sai prevedere anche i pensieri futuri del prossimo.
Post by pirex
grande. Oppure pensi di avere un dono del discernimento più grande di
quello che aveva Papa Pio XII??
E del discernimentodi Pio XI cosa ne pensi?
Allora? Cosa rispondi?
Post by Paolo
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Su su.. un pò di umiltà per favore!!
Essere umili non significa necessariamente essere pecoroni.
E se il suo silenzio fosse dovuto solo al suo antisemitismo?
Perchè mai avrebbe salvato migliaia di ebrei silenziosamente, rischiando
di suo?
Di suo ? cosa?
La direttiva del 25 ottobre 1943
È stato recentemente affermato dalla Santa Sede,[26] ma era già noto, che il
25 ottobre del 1943, Pio XII emanò, all'indomani del rastrellamento del
Ghetto di Roma una direttiva riservata a tutti gli ecclesiastici italiani in
cui indicava come necessario «ospitare gli ebrei perseguitati dai nazisti in
tutti gli istituti religiosi, ad aprire gli istituti o anche le catacombe».
Questo spazzerebbe molti dubbi sull'attività a favore delle popolazioni
ebraiche da parte non solo dei membri della Chiesa Cattolica, ma del suo
stesso pontefice.
Va ricordato che il rastrellamento nel ghetto di Roma era avvenuto pochi
giorni prima e che prima dell'8 settembre 1943 nessun ebreo era stato
deportato, per il diretto ostruzionismo del governo fascista ed in
particolare del ministro degli esteri Galeazzo Ciano, genero di Benito
Mussolini. Fu necessaria dunque l'occupazione nazista per avviare la
deportazione degli ebrei dall'Italia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_storiografica_sulla_figura_di_Pio_XII_e_l%27Olocausto
Cioè si mosse fino al 25 ottobre del 1943, ad un mese e mezzo
dall'armistizio non aveva fatto nulla.
Si mosse quando era già tardi, con l'arrivo degli Alleati, per non essere
sputtanato dal resto del mondo.
E perchè le autorità ebraiche hanno apprezzato ufficialmente
Post by Paolo
l'atteggiamento di Pio XII mentre gli attacchi più insistenti e
deplorevoli arrivano da presunti intellettuali e improvvisati storici di
corrente comunista?
Ma davvero?
l religioso di Haifa: "Ratzinger lo celebra? Se lo sapevo non venivo al
Sinodo
non siamo contenti dei tentativi nella Chiesa di dimenticare questo triste
capitolo"
Il rabbino: no a Pio XII beato
non fece nulla per salvare gli ebrei
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/benedetto-xvi-25/rabbino-contro-pioxii/rabbino-contro-pioxii.html
Questi sono fatti concreti, il resto (tutta la pappardella che
Post by Paolo
hai postato) sono insinuazioni e calunnie senza alcun riscontro reale.
Prova a leggerla prima di blaterare cazzate.
Questa attività la lascio tranquillamente a te, visto che sei lanciatissimo.
Non esiste nessuna dichiarazione ufficiale del rabbino di Haifa contro la
beatificazione di Pio XII, la tua fonte è falsa, tant'è che ha accolto
l'invito di B16 a partecipare al sinodo dei vescovi. La posizione delle
autorità ebraiche nei riguardi di Pio XII è ben documentata da dichiarazioni
ufficiali e sentenze che fanno ormai parte della storia.
Conosco Isaac Herzog, rabbino di Gerisalemme nel 1944, le dichiarazioni del
sergente di stato Joseph Vancover, la relazione
del Commissario straordinario delle comunità israelitiche di Roma di quel
tempo, le parole
pronunciate nel 1958 dall'allora ministro degli Esteri di Israele Golda
Meir, il giudizio sul Papa Pio XII espresso nel processo Eichmann nel 1961.
Vai a leggerti cosa dicevano (sono giudizi e testimonianze ufficiali,
autorevoli, espresse direttamente dal popolo ebraico).
Non so spiegarmi
il motivo per il quale tu abbia a così a cuore il popolo ebraico e perchè ti
interessi tanto di questa vicenda. Per puro spirito fraterno?? :p
naaaaaaaaaaa!!!
Se vuoi fare un servizio ai fratelli ebrei rispettali, riporta fatti reali e
finiscila di fare propaganda anticristiana sulle loro spalle versando accuse
infamanti sulla Chiesa, perchè è fin troppo chiaro che sei inattendibile.
pirex
2008-10-15 17:24:17 UTC
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Il Papa: sull'Olocausto Pio XII tacque a fin di bene
...il bene suo, del suo entourage e dei carnefici.
Hai valide argomentazioni a supporto della tua tesi o parli tanto per
parlare?
Un solo argomento, il suo silenzio!
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E se il suo silenzio fosse stato invece uno strumento di salvezza? Cosa
sarebbe successo se si fosse comportato diversamente? Sicuramente
sarebbero morte molte più persone
Ne sei proprio sicuro?
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e tu oggi saresti qui ad accusarlo di una strage più
Beato te che sai tutto e sai prevedere anche i pensieri futuri del prossimo.
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grande. Oppure pensi di avere un dono del discernimento più grande di
quello che aveva Papa Pio XII??
E del discernimentodi Pio XI cosa ne pensi?
Allora? Cosa rispondi?
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Su su.. un pò di umiltà per favore!!
Essere umili non significa necessariamente essere pecoroni.
E se il suo silenzio fosse dovuto solo al suo antisemitismo?
Perchè mai avrebbe salvato migliaia di ebrei silenziosamente, rischiando
di suo?
Di suo ? cosa?
La direttiva del 25 ottobre 1943
È stato recentemente affermato dalla Santa Sede,[26] ma era già noto, che il
25 ottobre del 1943, Pio XII emanò, all'indomani del rastrellamento del
Ghetto di Roma una direttiva riservata a tutti gli ecclesiastici italiani in
cui indicava come necessario «ospitare gli ebrei perseguitati dai nazisti in
tutti gli istituti religiosi, ad aprire gli istituti o anche le catacombe».
Questo spazzerebbe molti dubbi sull'attività a favore delle popolazioni
ebraiche da parte non solo dei membri della Chiesa Cattolica, ma del suo
stesso pontefice.
Va ricordato che il rastrellamento nel ghetto di Roma era avvenuto pochi
giorni prima e che prima dell'8 settembre 1943 nessun ebreo era stato
deportato, per il diretto ostruzionismo del governo fascista ed in
particolare del ministro degli esteri Galeazzo Ciano, genero di Benito
Mussolini. Fu necessaria dunque l'occupazione nazista per avviare la
deportazione degli ebrei dall'Italia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_storiografica_sulla_figura_di_Pio_XII_e_l%27Olocausto
Cioè si mosse fino al 25 ottobre del 1943, ad un mese e mezzo
dall'armistizio non aveva fatto nulla.
Si mosse quando era già tardi, con l'arrivo degli Alleati, per non essere
sputtanato dal resto del mondo.
E perchè le autorità ebraiche hanno apprezzato ufficialmente
Post by Paolo
l'atteggiamento di Pio XII mentre gli attacchi più insistenti e
deplorevoli arrivano da presunti intellettuali e improvvisati storici di
corrente comunista?
Ma davvero?
l religioso di Haifa: "Ratzinger lo celebra? Se lo sapevo non venivo al
Sinodo
non siamo contenti dei tentativi nella Chiesa di dimenticare questo triste
capitolo"
Il rabbino: no a Pio XII beato
non fece nulla per salvare gli ebrei
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/benedetto-xvi-25/rabbino-contro-pioxii/rabbino-contro-pioxii.html
Questi sono fatti concreti, il resto (tutta la pappardella che
Post by Paolo
hai postato) sono insinuazioni e calunnie senza alcun riscontro reale.
Prova a leggerla prima di blaterare cazzate.
Questa attività la lascio tranquillamente a te, visto che sei
lanciatissimo.
Non esiste nessuna dichiarazione ufficiale del rabbino di Haifa contro la
beatificazione di Pio XII, la tua fonte è falsa, tant'è che ha accolto
l'invito di B16 a partecipare al sinodo dei vescovi.
Tu non fai come gli struzzi, tu sei uno struzzo.
CITTÀ DEL VATICANO - Parte con uno schiaffo a papa Ratzinger il Sinodo dei
vescovi di tutto il mondo. Benedetto XVI ha appena respinto pochi giorni fa
le accuse sul "silenzio" di papa Pacelli, proclamando la necessità di
riconoscere l'impegno di Pio XII "a favore degli ebrei perseguitati", ed
ecco che l'esponente ebraico invitato al Sinodo per la primissima volta, il
rabbino capo di Haifa Shear Yesuv Cohen, afferma apertamente: "Crediamo che
non dovrebbe essere beatificato o preso a modello, perché ha mancato di
salvarci o di levare la sua voce, anche se ha cercato segretamente di
aiutare".
Post by Paolo
Vai a leggerti cosa dicevano (sono giudizi e testimonianze ufficiali,
autorevoli, espresse direttamente dal popolo ebraico).
Ho riportato le parole de Papa, evidentemente secondo te il Papa mente.

Le accuse di antisemitismo a Pacelli
http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_storiografica_sulla_figura_di_Pio_XII_e_l%27Olocausto
Post by Paolo
Non so spiegarmi
il motivo per il quale tu abbia a così a cuore il popolo ebraico e perchè ti
interessi tanto di questa vicenda. Per puro spirito fraterno?? :p
Se tu avessi solo sentito parlare di Olocausto non avresti fatto questa
domandina da bimbo di sei anni anche poco sveglio.
Post by Paolo
naaaaaaaaaaa!!!
Evidentemente tu preferisci i popoli di "pura razza ariana" e dei suoi
squallidi mentori camuffati da cattolici che spesso ammorbano i ng.
Post by Paolo
Se vuoi fare un servizio ai fratelli ebrei rispettali, riporta fatti reali e
finiscila di fare propaganda anticristiana sulle loro spalle versando accuse
infamanti sulla Chiesa, perchè è fin troppo chiaro che sei inattendibile.
Alla Chiesa non sono le persone critiche, quelle che vorrebbero maggior
coerenza, ma quelli come te, servi sciocchi senza raziocinio.
E quelli peggio di te, almeno per ora poi crescerai, che vorrebbero una
Chiesa dedita solo a benedire croci celtiche e/o peggio.


P. S.
Mi dici per cortesia quanti anni hai?
Siccome mi sono stancato di sentirti dire che tutti quelli che
interloquiscono con te dicono solo falsità ed ho deciso di utilizzare meglio
il mio tempo ho bisogno di conoscere la tua età per decidere se:
1) mandarti affanculo di brutto
2) limitarmi a prenderti per il culo.













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